10 regole per sopravvivere a Napoli

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1.
Se siete turisti mimetizzatevi tra gli autoctoni e, per sicurezza, ogni volta che iniziate una frase, dite: “Frà, ma staj guadann?”

2.
Quando mangiate un panino dal carretto, fatevi prima dare l’antidoto.

3.
Non aiutate i vecchi ad attraversare la strada: vi scippano!

4.
Sull’autobus, per evitare di essere scambiati per turisti, toccate il culo a tutti.

5.
Attenti ai palazzi: a volte cadono.

6.
Evitate gli asili: pericolo baby gang!

7.
Se venite violentate per strada, evitate di urlare: “Mi stanno violentando!” Qualcuno potrebbe rispondere: “Eh, beata a te!”

8.
Se finite in una sparatoria e venite colpiti, cercate di accasciarvi nelle apposite strisce blu, previo pagamento del “grattino”.

9.
Se fate il bagno a Mergellina, una volta usciti dall’acqua, controllate l’eventuale manifestazione di mutazioni genetiche, come ali, branchie, vista a raggi x e capacità di vomitare a comando.

10.
Quando incontrate uno di quei grossi topoloni di fogna, salutatelo. Potrebbe essere il sindaco.

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Le 10 regole per la sopravvivenza alla fidanzata

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1
Compra un paio di buoni occhiali da vista: ti serviranno quando sarai costretto a guardare la partita sul cellulare.

2
Evita di investire un capitale in Moment, non serve a nulla contro “quel tipo” di mal di testa.

3
Un giorno ti chiederà di accompagnarla all’Ikea. Quello stesso pomeriggio racconterà a sua madre che l’hai accompagnata all’Ikea. Quella stessa sera, uscirete con un amica che, senza che tu possa anche solo immaginarlo, ti dirà: “Allora, vedo che state pensando al matrimonio…”
Per questo motivo, porta sempre con te una pillola di cianuro.

4
Non parlare delle altre donne, non fare commenti sulle sue amiche, non ammirare la forma fisica delle attrici al cinema o in tv. Tutto questo potrebbe essere usato contro di te, in una discussione alle quattro del mattino che inizia con “Sei sveglio anche tu, vero?”, proprio quando sei nel bel mezzo della fase rem.

5
Ok, tradiscila pure ma – che cazzo – almeno ricorda di cancellare gli sms dal cellulare. Le foto pure. E, ovviamente, anche i video zozzi.

6
Ricordati di raccontare di avere un amico in fin di vita, o estremamente problematico, una persona instabile mentalmente, da cui ti devi catapultare ogni volta che sta male; di solito in concomitanza con le vostre partite di calcetto.

7
Se non ha amici, trovaglieli tu. Cerca un amico gay per lei, qualche amica che la porti in giro. Il contrario implicherebbe il trovartela sotto l’ufficio, al bar, all’ora dell’aperitivo, a casa tua quando stai stravaccato sul divano a vedere un film con Vin Diesel (immediatamente sostituito da lei con una cagata con Johnny Deep).

8
Cercatela automunita. Altrimenti le cose andranno così: prima la passi sempre a prendere per fare colpo, poi la passi a prendere quando ha bisogno di un favore, poi accompagni a casa la madre quando occorre, poi lei amiche e, infine, ti sei trasformato in un tassista, senza neppure ricevere i contributi.

9
Non prendere parte a nessuna discussione. Hai torto a priori.

10
Quando ti chiede se hai guardato il culo di qualcuna, rispondi: “Quello me lo chiami culo? Il tuo è un culo! Anzi, è un signor culo che merita di essere scopato costantemente”. Poi buttate un po’ di mani. La cosa o la irriterà o la lusingherà, in ogni caso avrà deviato l’attenzione dal fatto che vi stavate arrattando su un sedere diverso dal suo.

11 cose che rendono l’uomo secsi: ce le ho tutte!

Ho letto un articolo intitolato 11 cose che rendono l’uomo immediatamente sexy, e ho scoperto che le posseggo tutte e undici.
Non ci credete? Ve lo dimostro!

FORZA
Quel tipo di forza dell’uomo che sa chi è” 
Modestamente so chi sono, conosco i miei limiti, i miei punti di forza, i miei difetti, so da dove vengo e che cosa voglio. Se dovessi descrivermi mi mostrerei come la perfetta via di mezzo tra Tarzan e Leopardi: l’intelletto di Tarzan e la prestanza fisica di Leopardi.

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VULNERABILITA’
Sono un giovanotto molto vulnerabile. Così vulnerabile che se mi sparate con la pistola probabilmente muoio.

INTEGRITA’
Tendenzialmente non perdo pezzi.
Certo, mi sono operato alla colicisti e me l’hanno asportata. Ma si è trattato di una scelta consapevole, non è che l’ho lasciata da qualche parte e ho dimenticato dove fosse.

L’INTELLETTO
Modestamente ho un cervello di trenta centimetri!

LO HUMOR
Sono l’inventore di battute che Woody Allen puntualmente mi paga per non inserirle nei suoi film.
Ad esempio: “Lo stronzio è anche fessio?”

IL CALORE
Ho l’aspetto di un orsetto del cuore e il relativo impatto termico.

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L’AFFETTUOSITA’
Sono così affettuoso che dopo l’amore, quando mi chiedi di essere coccolata, ti abbraccio forte forte prima di scoppiare a ridere per poi mettermi a dormire.

L’ATTENZIONE
Il fatto di essere attento sono attento.
Mò sinceramente, però, non mi viene nessun esempio pratico.
Facciamo a fiducia!

LA COOPERAZIONE
Non ho mai detto di no ad una donna che si è proposta di fare i piatti dopo cena. E quando me l’ha proposto non solo l’ho lasciata fare, ma le ho anche allacciato il mantesino.

LA SICUREZZA DEL SESSO
Sono sicurissimo del sesso.
Sicuro di non farne abbastanza.

Gli effetti della secsitudine.

Gli effetti della secsitudine.

E allora Maria, io mi sento pronto per fare la televisione, aspetto solo che tu mi chiami. Le rose me le porto da casa, però le metto in conto alla produzione, e mi raccomando presentami bello che voglio diventare un grande tronista proprio come Karim Capuano!

Gli anni dei porno con la mutanda: un post di nostalgia e pugnette

La potenza sessuale di un adolescente è pari all’estratto di golosinsetti scrotali di tre stalloni. Insomma, con le condizioni ambientali giuste se si masturba nel bagno di casa sua, rischia di mettere incinta la signora del terzo piano che sta guardando Quando si ama.

Personalmente appartengo ad una generazione che da adolescente era ancora abbastanza pudica. Non c’era ancora internet, ovvero, c’era ma nella sua versione germinale, che si manifestava attraverso lo sfrigolio del modem 56k; nel caso in cui adolescenti moderni stessero leggendo, devo specificare che la velocità di visualizzazione non era proprio scattante. Più o meno ci mettevi un minuto per vedere un’immagine, il che rendeva abbastanza complesso esercitare i proprio amore verso sé stessi.
Dico complesso, ma non impossibile: nessun adolescente in tempesta ormonale si è mai lasciato ostacolare da qualcosa o qualcuno quando ha voglia di farsi una pippa.

Per farla breve, in quel tempo non c’era tutto questo esubero di pornografia come oggi.
I più coraggiosi, andavano al giornalaio più lontano da casa e compravano materiale autodidattico per l’educazione sessuale, quale Le Ore, oppure fumetti d’autore tipo Lando, Sukia e Corna vissute.

In questo numero due giovani infermiere si prodigano a guarire degli affetti da fallite acuta.

In questo numero due giovani infermiere si prodigano a guarire degli affetti da fallite acuta.

Oltre questo, però, c’erano le reti private su cui, dopo mezzanotte, andavano in onda i mitici Porno con la mutanda.

I porno con la mutanda erano film porno a tutti gli effetti, solo che gli attori trombavano con la mutanda addosso. Quindi si poteva vedere la tenera impiegata del catasto messa e pecora, con la gonna sollevata e, dietro di lei, l’assessore comunale, completamente nudo tranne che per la mutanda. Quest’ultimo si impegnava in uno sforzo aerobico non indifferente, continuando a dare innumerevoli colpi di bacino, andando a scontrare la sua erezione mortificata dalla mutanda contro la patana dell’impiegata catastale. Sino a quando tra gemiti e mugoli, la telecamera non inquadrava il volto stanco e godereccio del bell’assessore a dimostrazione che stava godendo, eccome se stava godendo!

A quel punto, il giovanissimo me si faceva le seguenti domande:
Ma quindi ci si può fare una pelle pure con la mutanda?
– Oh, ma allora le donne se la pareano pure se le pellei senza infilarglielo nella patana?
Ma perchè quando lei gli sbottona fa sempre la faccia sorpresa? Ovvio che ci trova un cazzo, cosa dovrebbe esserci altrimenti, una confezione di Sofficini?

Come potete notare, c’era una certa ingenuità, una curiosità verso quello strano e bislacco mondo che era il sesso e che potevo colmare solo aspettando la fine dei programmi di seconda serata. A quel punto, mettevo TeleCapri e aspettavo quei film d’autore degni di rispetto.
Tendenzialmente li possiamo dividere in due categorie:
1) i Salieri
2) i Morelli.

I film di Mario Salieri avevano una grande componente di denuncia sociale.
Immortale è la scena di Concetta Licata, in cui Ron Jeremy (doppiato in napoletano) esplica gli abusi del direttore di un carcere sulla moglie di un detenuto.

Quelli di Steve Morelli, invece, si rifacevano alla tradizione pornografica di vecchio stampo, in cui la casalinga di Voghera sfoga gli istinti sull’idraulico, e in cui l’imprenditore si bomba la segretaria sulla scrivania ricoperta da avvisi di garanzia.

l giorno dopo, a scuola, noi giovinastri, in un misto di vergogna ed eccitazione, ci confrontavamo, cercavamo di capire quale compagna di classe somigliasse all’onorevole interpretata da Milly D’Abbraccio, per poi renderci conto che al massimo potevamo trovare delle somiglianze con qualche professoressa o con la bidella.

I bulli dicevano di averlo fatto, gli sfigati si dicevano che non l’avrebbero fatto mai (e la cosa interessante è che spesso i primi mentivano e, per punizione, venivano condannati alla pena dei secondi); le nostre compagne di classe, invece, ci orecchiavano i discorsi e poi intervenivano dicendo che schifo, ma voi maschi pensate sempre allo stesso (per poi disegnare su fogli di carta la lunghezza peneale dei rispettivi fidanzati per capire quanto in effetti fossero diversi nelle parti basse).

Senza volerci dilungare troppo, i porno con la mutanda fornivano materiale autodidattico, materiale di discussione, in più uno valido succedaneo a quella pellecchia che qualcuno di noi non si era ancora fatto e che la stragrande maggioranza di noi non faceva abbastanza.

Poi un giorno a mezzanotte su ReteCapri hanno smesso di trasmetterli.
Così noi giovinastri della old school siamo andati su internet e abbiamo cercato, rendendoci conto che esistevano anche i porno senza mutanda.
La prima cosa che è balzata al nostro sguardo puro e innocente è stato il disvelamento del contenuto di quelle mutande. Ora che la cicciallegra era libera di mostrarsi nel suo splendore, finalmente capivamo l’espressione stupefatta delle donne che sbottonavano i pantaloni. Di conseguenza, fummo colti da un’espressione di totale sconforto perchè in effetti, quando andava bene, il nostro era proprio come un sofficino (spesso con la stessa curvatura).

La sempre giovane e raffinatissima Milly D'Abbraccio.

La sempre giovane e raffinatissima Milly D’Abbraccio.

Insomma, gli anni doro dei porno con la mutanda sono stati gli anni dell’innocenza e dell’inconsapevolezza, un tempo svanito e dimenticato tra le tv private e tutte le bestemmie che seguono il pensiero: “Ma porca troia! Ma quanto ce l’ha lungo questo qua? Ma nooo, vabbuò, ma non è normale questo qui!!!!”

Gli anni ’90, l’eterno ritorno di Nietzsche e Super Mario

In provincia tutto arriva in ritardo.
Dalle mie parti gli anni ’90 sono cominciati verso il 1994 e le ragazze hanno portato il lutto per la morte di Kurt Cobain con la relativa differita. Non so altrove, ma le mie compagne di classe, se ne resero conto solo durante l’ultimo anno delle medie e, di conseguenza, me resi conto anche io.

Aldo Nove ha scritto che negli anni ’80 è stato sempre inverno e Tommaso Labranca ha aggiunto: “Anche se non era inverno, chi amava l’inverno poteva riuscirlo a scorgere ovunque“.
Per me l’inverno sono stati gli anni ’90.
Ma se l’inverno di un varesino e di un milanese è caratterizzato dal bianco della neve, l’inverno di uno che vive nella provincia napoletana altro non è che una notte sporca che arriva prima del dovuto. L’inverno di un ragazzo vissuto a Napoli è fatto di pioggia che scroscia sino ad aprire le strade, facendo intasare le arterie della città di un traffico di auto strombazzanti, che fremono nei movimenti sincopati dei tergicristalli.

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Gli anni ’90 sono stati un inverno anche emotivo, ma a questi non è succeduta la primavera, ma un autunno confuso e mite come tutte quelle stagioni che sembrano promettere tanto e alla fine sono solo un susseguirsi di giorni gli uni uguali agli altri.
Durante quell’inverno eravamo convinti che le nuvole si sarebbero diradate, mostrando un cielo che ci avrebbe allettato con mille promesse diverse.

Invece il 2000 è cominciato col 11 settembre, con l’immagine del primo aereo che esplodeva nella prima torre, e del secondo che andava a schiantarsi contro l’altra.
Il 2000 è cominciato con il loop delle immagini a rallentatore dell’attentato terroristico contro l’America, che si è impresso così a fondo della nostra memoria che, quando lo riportiamo alla mente, non possiamo fare a meno di vedere i due boing andare contro le torri gemelle ad una velocità tale da farci credere che da un momento all’altro questi imponenti edifici di cemento e acciaio possano sradicarsi dalle loro fondamenta ed evitare l’attacco.
Dopo l’esplosione però i due grattacieli tornano illesi e compare di nuovo il primo aereo. Come nella teoria dell’eterno ritorno di Nietzsche, ogni cosa viene rivissuta in maniera identica, senza la possibilità di una sola variazione, senza la stupida illusione di riuscire a cambiare le cose.

Sono stati anni strani, difficile da definire.
Non che un bambino e un ragazzino come me avesse tutti gli strumenti per capirli, ma di certo non aveva nulla a cui aggrapparsi.
Negli anni ’80 c’era Goldrake pronto a distruggere il male, Ken Shiro che coi suoi punti di pressione riusciva a far esplodere le emorroidi ai suoi nemici, c’era Mazinga Z con il missilone che gli usciva dalla patta e Venus con le tette esplosive. Noi chi diavolo abbiamo avuto? Dodò e l’albero azzurro, Tonio Cartonio e la melevisione. Capitan Planet, il super eroe ecologico… trovato impiccato qualche mese fa sotto l’inceneritore di Acerra.

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Non era solo la mia provincia ad essere indietro, ma l’intera Italia.
All’estero Jeff Buckley moriva e da noi Luca Sardella incideva il suo disco.
In Italia Berlusconi fondava Forza Italia e a Seattle Kurt Cobain si suicidava.

Davvero, erano anni strani, anni in cui tra i nostri eroi c’era un certo idraulico italiano che, per qualche assurda ragione viveva in giappone; era grasso, basso, con un paio di baffi che lo facevano somigliare alla caricatura di sé stesso, e indossava una salopette degna di un village people.
Per lui scrissi addirittura una poesia, intitolata Elegia per Super Mario:

Idraulico baffuto e tossicodipendente
la tua passione per certi funghi ti portò a credere
in un mondo inesistente, magico e stregato
popolato da creature mutanti, un ibrido trip
di pixel e psicotropine.
Continue erano le tue avventure e pesanti
le costanti ricadute,
quando un tubo ti risucchiava
lungo una cascata di monete d’oro.
Tu, panciuto e moro Don Chisciotte, innamorato
di una bionda principessa
sempre imprigionata nelle segrete di un castello
ogni volta diverso.
Tu, che per lei ingurgitavi quella stella multicolore,
concetrato di chetamina e anfetamine,
che più di una volta ti causò quella fitta di dolore
a cui mai ti abituasti.
La realtà, mio caro Mario, non ti ha mai interessato,
qualsiasi uomo era troppo banale per te
che cavalcavi un dinosauro
e avevi scoperto il segreto che fa l’uomo volare.
Moristi in una stanza di ospedale,
in sottofondo solo un bip al ritmo col tuo cuore,
al tuo fianco Luigi, fratello e collega
nell’impresa di famiglia. Ti diceva
che il mondo era al sicuro:
nessun gorilla stava tramando, armato di un barile
in moto perpetuo e rotolante.
Il medico segnò l’ora del decesso,
constatò l’amarezza del destino umano
e ti infilò un gettone nella bocca semi aperta;
forse per Caronte, forse per quell’illusione maledetta
che ci fa credere che basti un dischetto di metallo
per tornare in vita e ricominciare tutto daccapo.

 

Questo blog è Mixed by Erry

Erry era un rivoluzionario, il vero capitan Harlock della mia generazione. Erry era l’emblema della lotta contro i grandi distributori di musica.
Prima di E-mule, prima di Napster e dei masterizzatori; insomma, prima dello sharing, c’era Erry.

Ma Erry era anche cultura.
Erry, alla fine delle canzoni per cui avevi comprato la cassetta, ti faceva sentire la sua voce che diceva: “Questa cassetta è mixed by Erry”. E subito dopo colmava il nastro con dei pezzi di altri gruppi.

Erry mi ha fatto conoscere i Nirvana grazie a Nord sud ovest est degli 883. Erry mi ha fatto scoprire i Pearl Jam con una cassetta dei Police.
Ed io lo immaginavo alto, imponente, circondato da babeli di musicassette che arrivavano sino al cielo, sino a Dio, che dalla sua nuvola ascoltava e diceva: “La riconosco, questa è la musica di Erry”. E lo diceva con la stessa voce che aveva Erry quando registrava il suo messaggio su ogni singola cassetta.

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Poi, come tutti gli eroi (benché la sua leggenda è stata affidata all’eternità) è stato fermato, così come la sua opera.
Ma questo non è importante.

Le cose sono cambiate: le cassette non si ascoltano, quasi non si ascoltano più neppure i cd e la musica è diventata questa cosa immateriale che si accumula sugli hard disk e nei lettori mp3.
E noi della vecchia scuola quasi abbiamo dimenticato il senso di quelle scatole di plastica, l’enorme valore che avevano quando incontravamo una ragazza che ci piaceva e l’unica cosa ci veniva in mente per conquistarla era: “Le devo fare una cassetta”. Come se l’atto stesso di copiare una canzone, ascoltando ogni singolo pezzo, stando attenti a non interrompere prima della fine, cercando di non lasciare troppo tempo tra un pezzo e un altro, non fosse che un linguaggio tutto nostro per comunicare ciò che le parole da sole non erano in grado di dire.

Oggi piratare è così semplice che se racconti ad un ragazzetto che Erry ci si è arricchito neppure ti crede e magari ti prende per il culo.
Perchè è questo il triste destino dei rivoluzionari: essere dimenticati assieme alla loro rivoluzione.
Solo in pochi li ricordano, nostalgici, romantici, ancora abbracciati ad ideali che sembrano stare bene giusto in un vecchio film, di quelli muti con la pellicola tutta rovinata.

Facebook spiegato alle masse: le relazioni

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Da tempo mi interrogo sulle differenze semantiche che intercorrono tra le “relazioni” nelle info di Facebook, specialmente sulla declinazione: impegnato, relazione aperta, relazione complicata.
(E poi, in tutto questo, dimenticano di inserire “scopamicizia” che almeno secondo me è un tipo di relazione di tutto rispetto).
Così ho cercato di farmi spazio in questo marasma linguistico per proporre delle soluzioni interpretative, basate però su un’accurata ricerca etimologica fondata sull’ontologia di Facebook stesso (non so quel che ho scritto ma se lo leggo ad alta voce mi sento quasi una persona importante).
Dunque, procediamo con l’esplicazione.

Dicesi “impegnato” colui o colei che saltuariamente ha impegni di natura erotico sessuale con uno o più partner, questi ultimi non necessariamente sanno di essere parte di una cooperativa.

Più complessa è la “relazione aperta”, che sembra voler comunicare un messaggio ben preciso: “Ho degli impegni ma comunque c’è un po’ di spazio per inserire qualcuno nell’agenda dei miei genitali”. Insomma, oltre a definire lo stato dichiara un ben esplicito invito a intime pratiche ludico ricreative.

Abbiamo un ulteriore gradino di complessità con la “relazione complicata”. In breve l’utente dichiara: “Sto con uno/a stronzo/a”. Di conseguenza comunica al partner: “Sei uno/a stronzo/a”. (In questi casi il partner risponde con un onesto “ne prendo atto”). Ma, come sopra, abbiamo un’ulteriore comunicazione verso i propri contatti che può essere interpretata così: “Sto con uno/a stronzo/a ma mi piacerebbe tanto incontrare una persona diversa… o almeno che lui/lei cambiasse, ma ohhhhh è così stronzo/a che non cambierà mai per me… se ci fosse un’altra persona capace di entrare in quel modo nella mia vita…” e così via in un loop infinito.

Prima non lo sapevate ma adesso lo sapete.
Relazionatevi con consapevolezza.

Quella volta che ho fatto il provino per entrare negli Avengers

“Avanti il prossimo”
Riconosco la voce: è Capitan America. Siede dietro una grande tavolo di cristallo insieme a Wolverine, Bruce Barner, Visione e Miss Marvel.
Entro con enorme imbarazzo. Gli occhi azzurri del Capitano sembrano volermi scrutare sin dentro l’anima, mentre le tette di Miss Marvel sono come un canto di sirene il cui ritornello è: “Affondami la testa nelle tette, orsù!”
“Mettiti seduto, cocco” sbuffa Wolverine.
Ubbidisco.
Visione, col suo tono metallico, dice: “Abbiamo analizzato il tuo super potere ma non ci è ancora ben chiara l’origine. Potrebbe essere una mutazione genetica…”
“Anche se…” continua Bruce Barner. “Il fatto che provieni dalla zona della terra dei fuochi non esclude che derivino dalle radiazioni. Puoi chiarirci l’origine?”
Alzo le spalle: “Non lo so proprio dire”. Come ci si rivolge ad un super eroe, gli si da del tu, del lei o del voi?
“Ti sarai fatto delle idee?” domanda Miss Marvel.
Penso: “Zinneeeeee”. Dico: “In realtà ne ho poche e confuse”.
“Figliolo” dice rassicurante il Capitano. “Raccontaci l’ultima volta che si sono manifestati”.

dddDunque… sarà successo proprio domenica. Mi sono svegliato tardi… sapete com’è, avevo passato una notte brava… in ogni caso vado al bar e ordino un cornetto al cioccolato e un caffè.
Non appena mi appoggio al bancone arriva un signore. Ora è inutile che ve lo descrivo, per farvi capire il tipo vi basta solo che vi dica che ha esordito esclamando: “Mi scusi vorrei un caffé macchiato con appena due cucchiaini e dico due di schiuma di latte. Mi raccomando”.

“Dall’analisi linguista” mi interrompe Visione. “Posso asserire che ci troviamo di fronte ad un cacatore di cazzo di classe C.

Esattamente, il punto è che non era solo, c’era pure la moglie.
Ora dovete sapere che al bar dove vado a fare colazione io, ogni tanto insieme al caffé danno degli amaretti. La donna, quindi, prende un amaretto e poi un altro. Infine, mostrandosi degna sposa del marito, domanda al ragazzo dietro al bancone: “Scusami toglimi una curiosità, ma questi amaretti sono diversi? Perchè – ti spiego – ho mangiato il primo ed era croccante, il secondo invece era morbido. Mi saprebbe dire che differenza c’è tra i due?”

“Ma non aveva preso il caffé, giusto?” domanda Bruce Barner.
Per niente!
“Una professionista!” dice più a sé stessa che a noi Miss Marvel, in un misto di timore e ammirazione.

A questo punto io sento una sorta di sensazione fastidiosa. E’ un po’ come il senso di ragno, solo che lo sento pizzicare quando c’è un cacatore di cazzo nelle vicinanze che potrebbe mettermi in pericolo.
Così cerco di scorrere a sinistra del bancone, il quanto più possibile lontano da lui.

“Pivello!” dice Wolverine, ma più che dirlo sembra sputarlo. “I cacatori di cazzo sono come i T-Rex, si accorgono di te solo quando ti muovi. Non hai imparato un cazzo guardando Hurassic Park?”

E’ che ho avuto paura e il panico ha avuto la meglio.
In ogni caso, non appena mi sono mosso ecco che il signore si è rivolto a me e mi ha domandato: “Senta, lei ha una faccia simpatica…”
“Si fidi” mi sono affrettato a rispondere. “E’ solo la faccia, in realtà sono antipaticissimo”.
Per lui è stato come non ascoltare affatto: “Questa è la tipica cosa che dice una persona simpatica. Le posso fare una domanda?”
“Se è necessario”.
“Ma vista l’ora, con questo cornetto non ti rovini l’appetito visto che è quasi ora di pranzo?
A quel punto nella mia mente sono comparsi così tanti insulti e improperi da sembrare i titoli di conda di un film della Marvel.

“Complimenti figliolo, hai proprio una bella inventiva!”

Grazie Capitano.
In ogni caso cerco di essere il quanto più educato possibile e rispondo con un onestissimo: “No”.
I tizio, però, continua: “E cosa diranno i tuoi genitori, dopo tutto quello che hanno fatto per preparare il pranzo della domenica?”
A quel punto la mia pazienza e già bella che andata, così dico: “Veramente i miei non ci sono più”.
“In che senso?”
“Hanno avuto un incidente”.
Malgrado questo, il tipo non demorde, continua: “E che tipo di incidente?”
“Guardi è un po’ complesso da spigare, sappia soltanto che un attimo prima mi stavano chiedendo se non mi sarei rovinato l’appetito a mangiare un cornetto prima di pranzo”.
“Lei è proprio uno scostumato!”
“L’avevo detto io che non ero simpatico”.

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“Confermo” dice Visione. “I tuoi dati biologici mi dicono che puoi attrarre involontariamente a te psicopatici e cacacazzi nel raggio di tre chilometri”.
“Con questa roba non ce lo salvi il mondo, cocco” dice Wolverine.
“Anzi” continua Bruce Barner. “Ringrazia che non ti trasformi in un bestione verde come me… altrimenti staresti tutti i giorni a radere al suolo città su città”.
“Quindi non mi prendente?” mi accorgo solo dopo aver fatto la domanda che ho un tono quasi piagnucolante.
“Mi spiace figliolo” dice fermo Capitan America. “Ma se vuoi posso fare una telefonata a Batman, potresti essergli utile quando evade qualche psicotico da Arkham.
“Capisco…” mi alzo e i guardo uno ad uno. “E’ stato un lungo viaggio, ma sono contento di avervi potuto conoscere di persone. Posso stringervi la mano”.
Capitan America si alza e mi porge la sua: “Sono io che ti chiedo di poterti stringere la mano. Ogni giorno devi combattere contro cacatori di cazzo professionisti senza neppure il minimo riconoscimento. So bene che è dura… apprezzo il tuo coraggio, ragazzo”.
La sua mano è forte e morbida allo stesso tempo, dura e rassicurante. Passo poi a quella di Wolverine, di Visione, di Bruce Barner e, infine, di Miss Marvel.
“Senti” mi dice Miss Marvel, senza lasciarmi andare la mano. “Mi spiace che hai fatto tutta questa strada… se ti va puoi toccarmi le tette per cinque secondi. Facciamo che è il tuo premio di consolazione”.

E quello fu uno dei giorni più belli della mia vita.

Le 5 femmine con cui dovete evitare assolutamente di fidanzarvi

LA PATANA SU FACEBOOK

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Ragazzi, lo so bene che voi vedete foto così e il poco sangue che avete dal cervello finisce alle parti basse (lasciando incancrenire ogni volta una parte diversa di quella gelatina che chiamate mente) e iniziate a pensare: “Uà, sarebbe troppo bello tenersi ad una del genere”. Ma seguite sto consiglio: se proprio volete una patana, evitate che sia la patana su facebook. All’inizio può sembrare bello ma immaginate questa scena: una sera andate al solito bar, con l’intendo di bere così tanto da dimenticare il vostro nome e parlare una lingua nata per l’occasione, quando ecco che al bancone ci sono due tipi.
Fa uno all’altro: “Ma lo sai che quello si tiene uno zoccolone assurdo?”

“Chi, quello con la faccia di sfigato?”
“Sì, proprio quello”.
“Uà no, non ci credo”.
“Mò ti faccio vedere” prende il cellulare, va su facebook e fa vedere tutte le foto di lei: da quella in costume da bagno a Mykonos a quella nuda di schiena.
In quel momento voi non capite una sega ma qualcosa lo afferrate, vi avvicinate ai due e in modo gentile cercate di farli smettere: “Oh, guagliù, mò cambiate profilo che c’avit già fatt’ quatt bucchin”.
“Veramente quelli li fa mugliert” dice uno dei due.
E a quel punto lo scherzo diventa tragedia ed ecco che cominciano le mani in faccia, e finite in questura con l’accusa di aver infilato una bottiglia di birra rotta nella coscia ad uno.
E vi assicuro, non è bello passare la notte in questura. Ci sono cose di gran lunga più piacevoli.
Anche solo stare sul divano a guardare Porta a porta, tanto per fare un esempio.

LA VEGANA
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In linea generale la vegana sta sempre incazzata. Non importa quello che fate, non importa quello che dite, non importa se c’è sole, pioggia, nebbia in val padana… lei avrà tutte le ragioni per incazzarsi. Ed è normale: le manca la carne.
Certo voi potete compensare col vostro batacchio, potete provare a sopperire con una dieta a base ittica, ma per quanto potassio potete darle non è quello ciò di cui ha bisogno.
Tenete presente questo punto: se voi siete carnivori (come si confà ad un vero uomo) vi cacherà il cazzo un giorno sì e l’altro pure che siete dei criminali sadici. E non serve a nulla spiegare che loro sono delle criminali con la lattuga, che magari aveva dei sentimenti pure profondi verso il sedano, non serve a nulla.
Poi c’è da dire che la vegana, tra quello che mangia e il suo stare sempre incazzata, ha sempre problemi di panza. Ma, attenzione: non dite mai che sta somatizzando lo stress o che è colpa dell’alimentazione, altrimenti comincia con un pippotto da farvi rimpiangere di non aver comprato le cuffie antirumore quando le avete viste in offerta da Expert.
In più create un sacco di difficoltà ai vostri amici.
Ad esempio: vi vogliono invitare ad una cena ma la padrona di casa si caca troppo il cazzo di cucinare un menù normale e un altro a parte per quella straccia coglioni della vostra ragazza, che comunque non finisce mai quello che tiene nel piatto e poi lo stesso critica gli altri perchè – che ne so – mica è così necessario mettere i pezzi di carne dentro la lasagna.
Ragazzi, sinceramente: ma voi veramente volete stare con una che pensa che non siano necessari i pezzi di carne dentro la lasagna?

L’ATTIVISTA DI SINISTRA
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Maglione peruviano, pantaloni larghi rubati ad un clown, ascella pelosa, capitale di Marx sotto il braccio (non necessariamente letto e di certo non tutto), appartiene pure lei alla categoria delle femmine sempre incazzate.
Manifesta per il lavoro, contro il governo, per la Palestina, per la riforma della giustizia, della legge elettorale e, nel tempo libero, da qualche esame a giurisprudenza o a sociologia. A fine mese, invece, passa dal babbo che le deve ricaricare il bancomat sennò col cazzo che si fa la rivoluzione!
Controlla ogni cosa che fate, per capire se con le vostre azioni state contribuendo al sistema capitalistico. Ad esempio: se voi provate a prendevi un’Obama Cola qualsiasi è la fine del mondo, vi frullerà i coglioni e poi vi porterà al primo negozio equosolidale a prendere una lattina di guaranito. Così vi dissetate e contribuite alla lotta contro lo sfruttamento!
Ora se siete anche voi attivisti di sinistra bene, non c’è problema. Ma se invece siete degli esseri umani normali, levatela dalla testa. Io lo so bene, questo tipo di femmina vi frega: la vedete un po’ bruttina perché pare che la mattina lascia a casa la sua femminilità sul ripiano in bagno vicino agli assorbenti, intanto pensate che sarebbe pure carina se solo… e la immaginate vestita in modo diverso. Poi, magari, un giorno davvero fa una pazzia: non indossa la divisa ufficiale da rivoluzionaria e si inizia a vestire da femmina e voi che fate? La guardate innamorati perchè sembra bellissima.
No guagliù, vi sta fregando, non è così: il giorno dopo il maglione peruviano ritornerà e, dopo un paio di serate passate al centro sociale, riacquisterà il suo odore da cane appena lavato.
A sto punto prendetevi un beagle. Oltretutto non avete idea di quanto si acchiappi con un beagle appresso!

L’ISCRITTA AL PDL
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Per carità, io lo capisco che a tutti quanti noi piacciono il tacco alto e le calze a rete con la riga nera dietro, ma questa non è una ragione sufficiente per stare con una che è iscritta al Pdl.
In primo luogo, guardiamo le cose pratiche: ogni giorno guarda il telegiornale e vi abboffa la palla che ci sono i comunisti, che stanno conquistando l’italia, che la magistratura è corrotta e altra roba del genere. Che se guardate il telegiornale mentre state pranzando, ve lo intossica tutto. Certo, potete anche evitare di mettere il Tg4 e guardare i Simpson ma è inutile, lei prende il telecomando, cambia canale e ricomincia il suo monologo contro lo scandalo di questo paese sottomesso dalle Giubbe rosse.
Poi, siamo realisti, mettiamo il caso che è una bella ragazza: ma secondo voi Zio Silvio non ce le da pure a lei un paio di perticate con quel pisello bionico che si ritrova?
Quindi ve la metto così: se volete diventare fratelli di buco di Berlusconi, fate pure; altrimenti evitate.

LA FOTOGRAFA
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Il fatto di avere una macchina fotografica non rende dei fotografi (così come saper fare i chionzi non rende per forza di cose ministro della pari opportunità), eppure questo tipo di ragazza è convinta dell’opposto. Fotografa sé stessa, le proprie mani, la pioggia che batte sulle finestre, i binari della stazione (ma solo in bianco e nero, che fa degrado metropolitano) e fin qui non ci sono poi grossi problemi. Il problema è che poi le foto le dovete guardare voi e, non solo, le dovete pure dire che sono belle sennò inizia a rompervi i coglioni a Mach4.
Sì, perchè la fotografa non vuole solo andare in giro a fare delle fotografie, ma si ritiene un’artista completa, parte attiva del processo culturale mondiale, esponente di una corrente rappresentativa che cambierà il modo di guardare le cose. Lei è un genio e voi siete le povere merde che non capiscono niente.
Certo, le sue foto non valgono niente e quindi fa la cameriera o la mantenuta ma questo non centra, anzi, conferma la sua convinzione che sostiene che gli incompresi sono tutti dei geni. Quindi ecco che voi dovete subirvi non solo il suo vernissage fatto nel pub di un amico mosso a pietà, ma anche quello dei suoi amici artisti; in più enormi discussioni sull’arte in generale, con l’atteggiamento superiore di chi neppure se la faceva con Henry Cartier Bresson ma era Cartier Bresson (di cui, oltre le foto più conosciute, non sa un’emerita cippa).
Ah, vi do un’altra brutta notizia: malgrado ami le fotografie non è disposta a farsi riprendere quando si fa sesso.

Questo post è una variatio minima di un posto pubblicato su un mio vecchio blog. 

Ma i vegani li possono fare i bocchini?

Una domanda che spesso mi sono posto è quale sia l’approccio dei vegani al sesso orale.
Per carità, ora non immaginatemi come uno di quelli che non ha di meglio da fare che pensare all’altrui vita sessuale (tranne che di Giovanardi, ma questo solo a titolo scientifico), è che ci sono certe cose che non mi sono chiare.

In primo luogo l’ingoio: la sborra (quel ghiotto liquido cremoso a base di spermatozoi) essendo il prodotto di un essere vivente, come il latte (che i vegani non bevono), dovrebbe essere vietato nella loro dieta. Per non parlare del fatto che l’alimento in questione è a base di esserini viventi, che percorrono la gola, sino a giungere all’intestino dove vengono brutalmente dissolti nell’acido dei succhi gastrici (una morte degna solo per un carnivoro).

Sasha Grey nel suo periodo vegan.

Sasha Grey nel suo periodo vegan.

Ma anche l’atto del sesso orale mi pare ambiguo. Mi spiego bene: il vegano, quando vede la fetta di vitello nel piatto, non la mangia. E, allo stesso modo, non è che la mette in bocca la ciuccia per un po’, ci da un paio di colpetti con la lingua, se la passa in mezzo alle tette, e poi la rimette nel piatto.
In più c’è da dire che, a differenza della carne (che appartiene ad un essere vivente morto), quando si fa un chionzo il cazzo è perfettamente attaccato al resto dell’essere vivente (anche se non sempre è così, diciamo che è questa la tendenza generale).
Per un vegano, quindi, dovrebbe essere un po’ come ciucciare il culo di una mucca viva… che poi magari è una cosa che piace pure a quella vacca!

Insomma, la mia non vuole essere una accusa di ipocrisia verso tutti quei vegani che ciucciano il cazzo e leccano la fica, assolutamente, non mi permetterei mai di denigrare un’azione che (per qualunque motivo venga fatta) rende il mondo un posto migliore. Ciò che mi interessa è sapere quale sia la regola generale, non puntare il dito se poi viene infranta. In fondo è una cosa che facciamo tutti: un po’ come quelli di sinistra che votano PD.