Ti è mai capitato di fare una stronzata nella tua vita?
Di essertela lasciata alle spalle, per poi dare prova del tuo talento, della tua bravura, delle tue capacità?
E, malgrado questo, tutti continuano a ricordarti per quella stronzata?
Se la risposta è sì, mi dispiace dirtelo: sei affetto dalla sindrome di Leonardo Di Caprio. 
Eggià Leo, anche quest'anno ti hanno inculato l'Oscar!

Ora personalmente non so come funziona nella grande città, ma nella provincia (questa entità metafisica, in parte reale e in parte canzone degli 883) il meccanismo è più o meno questo. Puoi anche diventare Presidente degli Stati Uniti (per quanto non so come un tizio di – chessò – Calvizzano possa mai diventare Presidente), ma quando si parlerà di te, si farà sempre riferimento a quella volta in cui, ad esempio, a diciassette anni sei rimasto col cazzo nel buco nella parete del bagno perchè volevi fare tipo Glory Hole; oppure di quella volta che ci hai provato con la più bella della scuola proprio quando aveva appena concluso col chitarrista della cover band di Vasco Rossi e manco poteva risponderti perchè, essendo una ragazza attenta all’igiene, cercava un posto dove sputare tutto; oppure il giorno in cui sei stata eletta reginetta del ballo e i bulli ti hanno fatto un gavettone col sangue di maiale (lo so, questo non è reale, accade in Carrie, ma vorrei ricordarti che, se accadesse, le conseguenze sarebbero disastrose, come ci mostra saggiamente il film).

"Hei hai visto, Anna ha trovato il vaccino per l'aids?" "Chi, quella sfigata a cui facemmo il gavettone col sangue?"

[“Hei hai visto, Anna ha trovato il vaccino per l’aids?”
“Chi, quella sfigata a cui facemmo il gavettone col sangue?”]

Sappi una cosa: non è colpa tua, e non è neppure colpa del mondo, si tratta di una malattia, ormai conosciuta come Sindrome di Leonardo di Caprio.
Infatti, un team di medici e scienziati del dipartimento di neuroscienza del MIT di Benevento, hanno riscontrato nel celebre attore questa patologia.
Ogni sua interpretazione risulta brillante, qualcuno direbbe addirittura “da Oscar”, eppure puntualmente non lo vince.
Questo perchè il suo organismo emana una energia sottile che, qualsiasi cosa faccia, manda un input al cervello di chi lo osserva che lo costringe a ricordare la scena di Titanic in cui si lascia morire per salvare quella chiattona di Kate Winslet.

Insomma, immagina la situazione: l’intera accademy guarda Leo in un film e pensa “Ammazza, quest’anno l’Oscar nessuno glielo leva”. Però poi succede qualcosa, una sorta di calo di tensione neuronale, c’è tipo un rumore bianco, interferenze, il segnale di assenza del canale e poi, d’improvviso, ecco che compare una scena di Titanic.
“Vabbé” pensano quelli dell’accademy. “Sono passati anni da Titanic, guardate com’è stato bravo ne Il grande Gatsby!” E non appena riflettono su come ha interpretato il ruolo, di nuovo rumore bianco, interferenza e Leo sulla prua della nave che stringe per i fianchi Kate Winslet.
Ecco, lo stesso accade per chi ha questa sindrome.
“Però, non è male quel Giovanni è un tipo brillante… oddio, anche se a sette anni una volta ha mangiato una cacca per strada… ma sul serio, come posso pensare che sia brillante uno che a sette anni ha mangiato la cacca?”

Il problema di questa sindrome è che porta le persone che ti circondano a rimanere bloccate in un momento passato manco della loro ma della tua vita.
Al momento non ci sono cure.
Devi solo fartene una ragione: l’Oscar lo meriti, ma col cazzo che te lo daranno mai!