Siamo sinceri, lavorativamente parlando per me questo periodo non è facile. Sopratutto perchè ho deciso di modernizzare la mia attività e per fare questo ho deciso di studiare marketing.
Se stai pensando: “Scusa, ma perchè stai studiando una roba del genere?”
Sappi che se mi girano i coglioni è a causa di gente come te!

Normalmente, infatti, la prima cosa che mi dicono è: “Perchè non trovi un esperto di marketing a cui chiedere?
Questa domanda si fonda su due presupposizioni diverse.
La prima è: il mondo è pieno di esperti di marketing che non vedono l’ora di darmi una mano.
Il punto è che se un consulente marketing lavora gratis probabilmente non è così bravo. Come sapete sono un cafone sagliuto, uno di quelli che quando sente un prof universitario parlare di marketing si domanda: “Ok, ma tu col marketing quanti soldi ci fai?” E se ce ne fa pochi, mi spiace per me è una schifezza.

[Il mondo è pieno di questi soggetti. Gente che ti sa dire come progettare motori di ricerca migliori di Google, professori delle medie che vanno all’opera e ti dicono in cosa è sbagliata la rappresentazione che hanno visto del Tristano e Isotta. E per quanto questi due possano parlare ed essere convincenti, nulla toglie che Google resta il miglior motore di ricerca e chi lavora a La scala è chi ha rappresentato il Tristano e Isotta, non il prof di musica.
Oh, poi ognuno di noi ha la libertà di vivere in un mondo immaginario. Però, per favore, non portateci me: se devo entrare in un mondo immaginario preferisco quello di Hugh Hefner; anche solo perchè pieno di donnine nude.]

Hugh Hefner: la classe, lo stile e l'eleganza di un uomo che ha dato e ricevuto tanto amore.  (Mica come te che passi da Federica la mano amica a Veronica la mano supersonica)

Hugh Hefner: la classe, lo stile e l’eleganza di un uomo che ha dato e ricevuto tanto amore.
(Mica come te che passi da Federica la mano amica a Veronica la mano supersonica)

La seconda presupposizione è che un consulente marketing è economico.
Ora ve la metto alla pane e salame: un consulente che sa fare davvero questo lavoro, non prende meno di 5000 euro.
Per me sono una spesa considerevole e ciò non toglie che, ad esempio, tra due anni dovrò chiedere una seconda consulenza perché niente come la rete è fluida e sotto costanti aggiornamenti. Quindi che faccio, gli ammollo altri 5000 euri?
Ad averceli mica ci sarebbero problemi. Quindi, quando mi fai quella domanda del cazzo o me la fai porgendomi i relativi contanti o amabilmente ti fai i cazzi tuoi!

Fin qui, la mia mente ha la capacità di destreggiarsi tra le sinapsi ad uso e consumo della diplomazia. Ma basta poco per farle sbarrellare.
“Guarda” dice quello che nella vita fa tutto, ma di marketing ne sa quanto il mio gatto ne sa di geologia. “Io al tuo posto farei…” e snocciola delle strategie che tu non sai dove ha preso ma che ti danno un’unica certezza: se le segui fai la stessa fine di mio zio quando ebbe la malsana idea di far seguire il suo divorzio al suo amico appena laureato.
(Per la cronaca, ad anni di distanza su quella faccenda giudiziaria, mio zio ha dichiarato: “A volte penso che la tortura sarebbe stata un’esperienza di gran lunga meno traumatica”. Poi è andato a cena alla Caritas)

Perchè qui siamo tutti dei fottutissimi esperti di tutto!
Da quando abbiamo facebook siamo tutti esperti di social media. Da quando abbiamo instagram siamo tutti esperti di fotografia. Qualcuno legge un paio di articoli di economia ed ecco che si scopre prosecutore di Friedman o di Keynes.
[Ve lo ricordate l’inizio del governo Monti, proprio quando fecero il nome del professore? Manco due ore dopo l’annuncio, tutta la comunità facebook diceva la propria. Io mi sentivo l’unico imbecille che era andato a cercarselo su wikipedia. Ma come diavolo è possibile? Come fa il popolo della rete a svegliarsi economista, se sino a poche ore prima zappava i verdi campi di Farmville?]
Siamo tutti artisti, creativi, registi, commissari tecnici… poi però il lavoro più diffuso è quello di centralinista al call center e allora fai un paio di calcoli.

Per carità, non voglio dire che questa popolazione sia totalmente priva di talento. Dico semplicemente che tra l’essere appassionati e l’essere professionali c’è una bella differenza.
E’ che la rete, con il suo potenziale democratico, ci ha illuso che per il solo fatto di poter dire la propria, chiunque sia un esperto. La verità è che chi può dire la propria è semplicemente uno che dice la propria e, su internet quanto nella realtà, se questa è una cazzata resta una cazzata; con la differenza che su internet se dici una stronzata non solo ti insultano, ma ti fanno anche dei simpatici screen-shot con cui sputtanarti per il resto della vita.

Diciamo la verità, il più delle volte si fanno le cose alla C.D.C. (leggi Come Dove Capita, se non sei una persona scostumata come me), improvvisando.
E lo vedo tantissimo nel mio lavoro.
Occupandomi di formazione professionale e personale, non avete idea di quante persone mi chiedono se lascio la certificazione. Il che sembra una domanda sana e saggia, ma non lo è quando è l’unica domanda. Chiedimi del programma, di quanto tempo ci vuole per implementare gli insegnamenti nella vita di tutti i giorni, almeno mi fai capire che ti interessa davvero. Se ti interessa solo il pezzo di carta, ho la sola impressione che ciò che ti serve realmente è comprare il titolo.
[Una volta un’idiota senza pari mi ha offerto di pagare la metà del corso, senza però frequentarlo, avendo solo la certificazione. Quando ho approfondito mi ha detto: “Io queste cose le so già, ci sono portata”. Per la cronaca: non aveva neanche mai letto un libro sull’argomento]

Una più o meno accurata descrizione di ciò che sto facendo negli ultimi giorni.

Una più o meno accurata descrizione di ciò che sto facendo negli ultimi giorni.

Direte voi: e che ci possiamo fare Umbè?
Ma niente, voi non potete farci nulla miei diletti lettori, è che è angosciante per me (che poi sono un tipo sensibile su questi fatti). A volte ho l’impressione di essere tra i pochi che – come si dice dalle mie parti – si misura la palla in un mondo in cui tutti spacciano le proprie palline da ping pong per dei Supersantos!

Anche perchè, tornando al problema originale, io di questo ci lavoro. E anche una strategia fallimentare gratuita per me è un danno, perchè vuol dire che ho impegnato forze, energie e tempo per fare qualcosa che non mi fa avere risultati. Così, tutto bellino (con la fila in mezzo, la camicia a quadri, gli occhiali e i libri sotto braccio) mi metto a fare il piccolo studente.
Sono qui seduto al mio banco, chino su schemi che non riesco a capire. Intanto un botto di gente mi guarda dall’alto in basso, gente che non ha bisogno come me di farsi un culo così per capire le cose.
Ed io che sono giovane, tenero ed innocente non so che fare. Almeno sino a quando non si fa ora di pranzo e i call center si accaniscono sul mio telefono di casa. A quel punto domando: “Ma voi non eravate esperti di marketing?”
“Certo, infatti voglio proporti una fantastica offerta”.
“Grazie non mi interessa” e metto giù.
E questo gesto mi dimostra esattamente quali sono le abilità di venditore.