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In questo post parliamo di antropologia, ovvero quella disciplina che studia l’unica creatura in natura in grado di cacare il cazzo al prossimo. E non solo, ci focalizziamo su una particolare tipologia di cacacazzo: il piccolo psicologo del cazzo.

"Quindi mi stai dicendo che per superare il mio complesso di Elettra dovrei farti un chionzo?"

“Quindi mi stai dicendo che per superare il mio complesso di Elettra dovrei farti un chionzo?”

Il piccolo psicologo del cazzo non è necessariamente un praticante di professione d’aiuto, non necessariamente è laureato in psicologia, anzi, il più delle volte non ha mai aperto un libro di psicologia ma crede che leggere gli articoli di Raffaele Morelli sia un po’ come recuperare Freud e superarlo.
Il piccolo psicologo del cazzo è quel tipo di persona che ti dice: “Ma dai, confidati con me… sai, io sono un po’ psicologo”.
Il piccolo psicologo del cazzo è quel tipo di persona che mi dice: “Ma fai un lavoro bellissimo… sai, anche io sono un po’ psicologo”.
E non serve a una beneamata cippa ribadire il concetto che io psicologo non lo sono manco per sbaglio, lui/lei continua parlando di come nella propria vita ha sempre desiderato iscriversi a psicologia ma non l’ha mai fatto, un po’ perché non aveva tempo, un po’ perché “a che serve studiare psicologia quando si ha una sensibilità spiccata come la mia?
E tu lo fissi, con gli occhi sgranati come un cane che sta avendo dei flashback di quando era in Vietnam, vorresti prenderlo a vergate sulle gengive o darlo in pasto ad una comunità lacaniani (i lacaniani se sentono una cosa del genere altro che occhi sgranati, procedono alla lapidazione senza manco un un processo), ma alla fine le parole si bloccano in gola, come a volerti dire: “Ma che cazzo usciamo a fare? Ma veramente pensi che se questo qui ci ascolta capisce qualcosa?”

Il piccolo psicologo del cazzo è tra noi, ci giudica, è ghiotto dei nostri guai e non vede l’ora di risolverci così come Berlusconi non vede l’ora di incontrare vostra sorella prima che diventi maggiorenne; ed entrambi per la stessa e identica ragione.
Sa esattamente cosa dovete fare per risolvere i vostri problemi; ne conosce le cause, le ragioni, le correlazioni, le conseguenze e anche la soluzione.
Sa cosa dovete fare, come dovete vivere, cosa dovete mangiare, a che ora andare in bagno e se è meglio usare la carta igienica bianca o colorata (di solito quella colorata, quella bianca smerda subito).

Ma non osate anche solo provare a non seguire i suoi consigli, altrimenti dello psicologo non resta nulla ma in compenso dello psicopatico potete notare ogni venatura; specialmente quella che si gonfia all’angolo della fronte e pulsa al ritmo del suo cuore accelerato da cotanto sgomento.
Perchè solo degli ingrati, delle persone che vogliono soffrire, ma diciamolo per bene, degli stronzi possono rifiutare tutta quella manna che cade dal suo cielo (ebbene sì, ha un ego così pronunciato che in più di un occasione ha causato la fuoriuscita di un’ernia).

Non fatevi ingannare, il piccolo psicologo del cazzo è quello steso sul divano.

Non fatevi ingannare, il piccolo psicologo del cazzo è quello steso sul divano.

Ciò che è davvero interessante è che il piccolo psicologo del cazzo fa un po’ una vita di merda. Basta contraddirlo che parte la venuzza pulsante e, per quanto possa avere consigli per tutti non li ha per sé stesso; o forse li ha ma non li segue, cosa che spiega il motivo di tutta questa rabbia: se manco te segui i tuoi consigli vuol dire che sei messo male.
Così ecco che cerca una nuova preda, una nuova vittima sacrificale per confortarlo con le sue pirle di saggezza.

Ma queste ovviamente sono solo le mie malignità. Il piccolo psicologo del cazzo, in realtà, è saggio e se non cogliete le sue perle la colpa è solo vostra, che siete peggio dei porci (per un vegano).