Io se fossi dittatore, tiranno, papa, masto di festa alle nazioni unite, presidente indiscusso o anche solo ministro del Buon Gusto istituirei una pena per tutti quegli imbecilli che con un fare un po’ da Bukowski e un po’ da zoccola di Arcore dicono cose del tipo: “Sai… io in fondo non sono un tipo tanto normale, sono un po’ pazzo”.
Niente di eccessivo, per carità: un semplice matrimonio di paccheri che manco Tyson e Mario Marola assieme, ogni volta che dicono ‘sta strunzat.

Lo capisco bene che c’è bisogno di sentirsi unici e speciali, ma ‘sta gente – che Dio li chiami alla sua gloria il prima possibile! – ne hanno fatto proprio una malattia, ci tengono a ribadire sto concetto per ogni cosa che succede.

“Sai, io non sono un tipo tanto normale, sono un po’ pazzo… ad esempio se sono in libreria e vedo un titolo che mi colpisce, pure se non so niente dell’autore, io lo compro e lo leggo lo stesso!”
Minchia, chiamate la Neuro!

Oppure: “… per farti capire, una volta al ristorante ho ordinato le patatine fritte ma quando sono arrivate non ne avevo più voglia, così non le ho mangiate. Sono fatto così, sono un po’ pazzo”.
Mò, escludendo la disapprovazione per l’atto in se che un qualsiasi membro della Fao potrebbe esprimere (ma non solo), io resto con tanto di occhi sgranati, mascella a terra e penso: “Marò… sei un rivoluzionario!”

Sai, io non sono tanto normale: quando faccio la pucchiacca con le dita e poi ci guardo dentro, vedo il mondo come tu non lo vedrai mai!

Sai, io non sono tanto normale: quando faccio la pucchiacca con le dita e poi ci guardo dentro, vedo il mondo come tu non lo vedrai mai!

Così succede che dovunque vada mi ritrovi circondato da ‘sti sciem che si vantano della propria pazzia e della loro a-normalità.
Il mio problema con questi qui (e so che il problema è mio, mica loro che se ne sbattono le palle, tanto sò pazzi) è che le parole sono importanti, se penso alla non-normalità o alla pazzia al massimo mi viene in mente il Barone a piazza del Gesù (che Dio smisti la sua anima a Bacco!), che puzzava di Ronco a duecendo metri di distanza e che ogni tanto si tirava fuori il pesce per paccariarselo manco fosse un criaturo che ha appena rotto un piatto del servizio buono.

Il fatto è che ‘sti pazzi, ‘sti non-normali, ‘sta band’e sciem sono fin troppo normali, se vogliamo considerare la normalità come elemento statistico (se non lo sapete la statistica è la scienza che vi dice quante possibilità avete di esaurirvi mentre la studiate), sono così tanti da essere comuni, da rientrare nella media.
Per non parlare della pazzia.

Fai qualcosa di veramente pazzo, cazzo!
Vestiti da Goldrake e inizia a cantare tutte le canzoni di Pupo nel bel centro di piazza San Pietro durante la messa. Chiama a Barbara Durso e denuncia il fatto che non solo non ti vogliono fare sposare col tuo cane, ma non vi vogliono manco fare adottare un bambino.
Vestiti da Berlusconi, vai sulla tomba di Andreotti con una scimitarra e urla: “Ne è rimasto soltanto uno!”
Che sono ste pazzie da quattro soldi?

Altrimenti un minimo di onestà: “Sai, io non sono normale, sono imbecille!”
Personalmente la mia reazione sarebbe questa: