Una domanda che spesso mi sono posto è quale sia l’approccio dei vegani al sesso orale.
Per carità, ora non immaginatemi come uno di quelli che non ha di meglio da fare che pensare all’altrui vita sessuale (tranne che di Giovanardi, ma questo solo a titolo scientifico), è che ci sono certe cose che non mi sono chiare.

In primo luogo l’ingoio: la sborra (quel ghiotto liquido cremoso a base di spermatozoi) essendo il prodotto di un essere vivente, come il latte (che i vegani non bevono), dovrebbe essere vietato nella loro dieta. Per non parlare del fatto che l’alimento in questione è a base di esserini viventi, che percorrono la gola, sino a giungere all’intestino dove vengono brutalmente dissolti nell’acido dei succhi gastrici (una morte degna solo per un carnivoro).

Sasha Grey nel suo periodo vegan.

Sasha Grey nel suo periodo vegan.

Ma anche l’atto del sesso orale mi pare ambiguo. Mi spiego bene: il vegano, quando vede la fetta di vitello nel piatto, non la mangia. E, allo stesso modo, non è che la mette in bocca la ciuccia per un po’, ci da un paio di colpetti con la lingua, se la passa in mezzo alle tette, e poi la rimette nel piatto.
In più c’è da dire che, a differenza della carne (che appartiene ad un essere vivente morto), quando si fa un chionzo il cazzo è perfettamente attaccato al resto dell’essere vivente (anche se non sempre è così, diciamo che è questa la tendenza generale).
Per un vegano, quindi, dovrebbe essere un po’ come ciucciare il culo di una mucca viva… che poi magari è una cosa che piace pure a quella vacca!

Insomma, la mia non vuole essere una accusa di ipocrisia verso tutti quei vegani che ciucciano il cazzo e leccano la fica, assolutamente, non mi permetterei mai di denigrare un’azione che (per qualunque motivo venga fatta) rende il mondo un posto migliore. Ciò che mi interessa è sapere quale sia la regola generale, non puntare il dito se poi viene infranta. In fondo è una cosa che facciamo tutti: un po’ come quelli di sinistra che votano PD.

Advertisements