“Avanti il prossimo”
Riconosco la voce: è Capitan America. Siede dietro una grande tavolo di cristallo insieme a Wolverine, Bruce Barner, Visione e Miss Marvel.
Entro con enorme imbarazzo. Gli occhi azzurri del Capitano sembrano volermi scrutare sin dentro l’anima, mentre le tette di Miss Marvel sono come un canto di sirene il cui ritornello è: “Affondami la testa nelle tette, orsù!”
“Mettiti seduto, cocco” sbuffa Wolverine.
Ubbidisco.
Visione, col suo tono metallico, dice: “Abbiamo analizzato il tuo super potere ma non ci è ancora ben chiara l’origine. Potrebbe essere una mutazione genetica…”
“Anche se…” continua Bruce Barner. “Il fatto che provieni dalla zona della terra dei fuochi non esclude che derivino dalle radiazioni. Puoi chiarirci l’origine?”
Alzo le spalle: “Non lo so proprio dire”. Come ci si rivolge ad un super eroe, gli si da del tu, del lei o del voi?
“Ti sarai fatto delle idee?” domanda Miss Marvel.
Penso: “Zinneeeeee”. Dico: “In realtà ne ho poche e confuse”.
“Figliolo” dice rassicurante il Capitano. “Raccontaci l’ultima volta che si sono manifestati”.

dddDunque… sarà successo proprio domenica. Mi sono svegliato tardi… sapete com’è, avevo passato una notte brava… in ogni caso vado al bar e ordino un cornetto al cioccolato e un caffè.
Non appena mi appoggio al bancone arriva un signore. Ora è inutile che ve lo descrivo, per farvi capire il tipo vi basta solo che vi dica che ha esordito esclamando: “Mi scusi vorrei un caffé macchiato con appena due cucchiaini e dico due di schiuma di latte. Mi raccomando”.

“Dall’analisi linguista” mi interrompe Visione. “Posso asserire che ci troviamo di fronte ad un cacatore di cazzo di classe C.

Esattamente, il punto è che non era solo, c’era pure la moglie.
Ora dovete sapere che al bar dove vado a fare colazione io, ogni tanto insieme al caffé danno degli amaretti. La donna, quindi, prende un amaretto e poi un altro. Infine, mostrandosi degna sposa del marito, domanda al ragazzo dietro al bancone: “Scusami toglimi una curiosità, ma questi amaretti sono diversi? Perchè – ti spiego – ho mangiato il primo ed era croccante, il secondo invece era morbido. Mi saprebbe dire che differenza c’è tra i due?”

“Ma non aveva preso il caffé, giusto?” domanda Bruce Barner.
Per niente!
“Una professionista!” dice più a sé stessa che a noi Miss Marvel, in un misto di timore e ammirazione.

A questo punto io sento una sorta di sensazione fastidiosa. E’ un po’ come il senso di ragno, solo che lo sento pizzicare quando c’è un cacatore di cazzo nelle vicinanze che potrebbe mettermi in pericolo.
Così cerco di scorrere a sinistra del bancone, il quanto più possibile lontano da lui.

“Pivello!” dice Wolverine, ma più che dirlo sembra sputarlo. “I cacatori di cazzo sono come i T-Rex, si accorgono di te solo quando ti muovi. Non hai imparato un cazzo guardando Hurassic Park?”

E’ che ho avuto paura e il panico ha avuto la meglio.
In ogni caso, non appena mi sono mosso ecco che il signore si è rivolto a me e mi ha domandato: “Senta, lei ha una faccia simpatica…”
“Si fidi” mi sono affrettato a rispondere. “E’ solo la faccia, in realtà sono antipaticissimo”.
Per lui è stato come non ascoltare affatto: “Questa è la tipica cosa che dice una persona simpatica. Le posso fare una domanda?”
“Se è necessario”.
“Ma vista l’ora, con questo cornetto non ti rovini l’appetito visto che è quasi ora di pranzo?
A quel punto nella mia mente sono comparsi così tanti insulti e improperi da sembrare i titoli di conda di un film della Marvel.

“Complimenti figliolo, hai proprio una bella inventiva!”

Grazie Capitano.
In ogni caso cerco di essere il quanto più educato possibile e rispondo con un onestissimo: “No”.
I tizio, però, continua: “E cosa diranno i tuoi genitori, dopo tutto quello che hanno fatto per preparare il pranzo della domenica?”
A quel punto la mia pazienza e già bella che andata, così dico: “Veramente i miei non ci sono più”.
“In che senso?”
“Hanno avuto un incidente”.
Malgrado questo, il tipo non demorde, continua: “E che tipo di incidente?”
“Guardi è un po’ complesso da spigare, sappia soltanto che un attimo prima mi stavano chiedendo se non mi sarei rovinato l’appetito a mangiare un cornetto prima di pranzo”.
“Lei è proprio uno scostumato!”
“L’avevo detto io che non ero simpatico”.

ddd

“Confermo” dice Visione. “I tuoi dati biologici mi dicono che puoi attrarre involontariamente a te psicopatici e cacacazzi nel raggio di tre chilometri”.
“Con questa roba non ce lo salvi il mondo, cocco” dice Wolverine.
“Anzi” continua Bruce Barner. “Ringrazia che non ti trasformi in un bestione verde come me… altrimenti staresti tutti i giorni a radere al suolo città su città”.
“Quindi non mi prendente?” mi accorgo solo dopo aver fatto la domanda che ho un tono quasi piagnucolante.
“Mi spiace figliolo” dice fermo Capitan America. “Ma se vuoi posso fare una telefonata a Batman, potresti essergli utile quando evade qualche psicotico da Arkham.
“Capisco…” mi alzo e i guardo uno ad uno. “E’ stato un lungo viaggio, ma sono contento di avervi potuto conoscere di persone. Posso stringervi la mano”.
Capitan America si alza e mi porge la sua: “Sono io che ti chiedo di poterti stringere la mano. Ogni giorno devi combattere contro cacatori di cazzo professionisti senza neppure il minimo riconoscimento. So bene che è dura… apprezzo il tuo coraggio, ragazzo”.
La sua mano è forte e morbida allo stesso tempo, dura e rassicurante. Passo poi a quella di Wolverine, di Visione, di Bruce Barner e, infine, di Miss Marvel.
“Senti” mi dice Miss Marvel, senza lasciarmi andare la mano. “Mi spiace che hai fatto tutta questa strada… se ti va puoi toccarmi le tette per cinque secondi. Facciamo che è il tuo premio di consolazione”.

E quello fu uno dei giorni più belli della mia vita.

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